casa DiCa
L’edificio polifunzionale progettato nel 1963 dallo Studio Passarelli in Via Campania, 59 a Roma è tra le più importanti testimonianze dell’architettura contemporanea del secondo novecento. I caratteri compositivi di maggior rilievo si riscontrano nella capacità di controllare l’eterogeneità funzionale in relazione ai diversi linguaggi espressivi. L’edificio costituisce infatti una delle prime sperimentazioni in cui vengono integrate tra loro negozi, residenze e uffici. Queste sovrapposizioni vengono evidenziate e valorizzate attraverso il controllo della composizione, utilizzando il bilanciamento delle forme come espressione. Il basamento arretra lasciando fluttuare il blocco vitreo degli uffici, su cui a sua volta si sovrappongono le masse degli appartamenti con i generosi aggetti delle terrazze.
Nel 2019 lo studio b15a architettura è stato incaricato del progetto di interni di uno degli appartamenti disposti su tre livelli. In generale la distribuzione degli spazi non viene completamente stravolta, sebbene al piano d’ingresso siano state accorpate in un unico ambiente il soggiorno, la zona pranzo e la cucina. Una superfetazione realizzata nei primi anni novanta e collocata in modo disarmonico rispetto al progetto originario viene completamente riprogettata. Il recupero della finitura con intonaco a sbruffo del soffitto, precedentemente coperto da un controsoffitto piano, ha permesso sua volta di recuperare un aspetto compositivo molto importante: la continuità degli interni verso l’esterno, espediente questo che ha permesso di avvicinare lo spazio domestico alla città.
Una porzione del soggiorno nel progetto originario presentava una doppia altezza collegandolo spazialmente e visivamente al piano mezzanino. Nel corso del tempo questa apertura era stata chiusa, ampliando così la superficie del piano mezzanino. Il nuovo progetto ha voluto recuperare la posizione dell’apertura caratterizzandola con un rivestimento in acciaio inox con finitura in bronzo, realizzando così un gioco di riflessi dello spazio attraverso il quale la continuità tra i due livelli sembra essere ritrovata.
Alcuni dei nuovi arredi seguono le finiture delle facciate esterne, quasi a volerne costituire una continuità espressiva. L’intento è stato quello di proseguire attraverso un metodo progettuale che permettesse di bilanciare il recupero e il restauro delle parti originarie con le nuove esigenze del progetto contemporaneo, tutto ciò grazie anche alla consultazione della documentazione di archivio. Nella redazione del progetto è stata molto importante la collaborazione con il Comune di Roma, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza Statale che ha permesso di integrare le diverse esigenze della committenza e della conservazione.
Il progetto ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio In/Arch Lazio 2023, il Premio Speciale In/Arch Lazio Listone Giordano 2023 e il Premio Speciale Nazionale In/Arch Listone Giordano 2023.
Fotografie: Federico Di Iorio
Rendering 3D: Visual Jjam